L'uomo razionale s'adatta al mondo;l'irrazionale persiste nell'adattare il mondo a sè. Così ogni progresso dipende dall'uomo irrazionale. (G.B.Shaw)

Nome: giuseppe sannolla
Mi piace scoprire cose nuove, allargare i miei interessi. Lo spazio geografico ed il tempo che mi viene concesso giorno dopo giorno,li utilizzo per elaborare pensieri,sperimentare emozioni,approfondire ricerche, coltivare visioni che offro con possibilità di scambio a chi si ritrova con me in sintonia, affinità elettiva si diceva un tempo.
laosan in ANNUNCIO DELLA DITTA...
orematt in ANNUNCIO DELLA DITTA...
doonadwlvwnto in DALL'ASTENSIONE ALLA...
doonadwlvwnto in IL PAPA CONFERMA: SE...
laosan in UOMINI, A LEZIONE DA...
GianmariaLeMura in UOMINI, A LEZIONE DA...
iNessuno in UN SORRISO, PLEASE.....
iNessuno in FRANCESCA E LEON
BuioBlu in LEONARDO METTE A TAV...
laosan in IL RISCALDAMENTO DEL...
BIOETICA
Caffe'Europa
canisciolti
Chersilibri
CNR
Cordis
Cybermed
Di SF
dodoc
ECPLANET
ESF
iNessuno
Italialaica
Misiek
Neurotube
PORTALE DI BIOETICA
Psicocafè
PsicoLAB
resistenza laica
S I P P
S I P R
oggi
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
cervello
consapevolezza
coscienza
etica
laicitÃ
mente
neuroscienze
politica
religione
scienza della coscienza
spiritualitÃ
valori
visitato *loading* volte
|
PERCHE' L'INCONTRO DI CHIANCIANO
Avendo invitato all’astensione in occasione delle recenti elezioni politiche siamo tra coloro che hanno causato l’affossamento della cosiddetta «sinistra radicale». Non ci siamo quindi strappati le vesti per la disfatta elettorale della «sinistra arcobaleno».
E’ stato anzi un bene che tanti cittadini abbiano condannato un’operazione tanto sfacciatamente trasformista umiliando gli oligarchi della sinistra.
Non è affatto sinonimo di qualunquismo che un consistente numero di cittadini di sinistra abbia disertato le urne mentre la gran parte accorreva al voto per premiare uno dei due poli sistemici. Questa diserzione indica anzi che c’è uno zoccolo duro che non è più disponibile ad essere utilizzato come stampella del sistema politico vigente.
Dobbiamo contrastare i tentativi di rinascita dei rottami della sinistra “arcobalenica”, dobbiamo anzi rendere inappellabile il divorzio della gente di sinistra dalla sua addomesticata rappresentazione politica poiché solo così potrà risorgere una reale opposizione all’attuale devastante sistema sociale ed economico e quindi rinascere un’alternativa.
Opposizione e alternativa quanto mai urgenti in un paese la cui crisi è sociale e morale, in preda al timore di un fatale collasso. Le dilaganti pulsioni reazionarie, securitarie e xenofobe sono il carburante di un governo che militarizzando il territorio, criminalizzando le opposizioni, concentrando su di sé immensi poteri e calpestando le stesse istituzioni, sembra puntare diritto verso un regime autoritario. Il tutto in un contesto internazionale segnato dall’aggravamento della crisi economica del capitalismo e dall’aumento delle spinte belliciste del blocco capeggiato dagli Stati Uniti.
Bisogna costruire un’opposizione che sia al contempo democratica e rivoluzionaria. Un’opposizione che sappia tutelare i diritti sociali degli oppressi e di quanti stanno precipitando al di là della soglia dell’esclusione sociale, che si schieri con tutte quelle comunità locali che tenderanno ad autodifendersi davanti ai nuovi assalti che il sistema porterà ai loro territori e alla loro qualità primaria di vita, che sappia infine difendere lo stesso ordinamento costituzionale-democratico e la sua assoluta laicità.
Un’opposizione di mera salvaguardia delle residue conquiste sociali, ambientali e democratiche, risulterebbe di corto respiro e quindi destinata alla sterilità se non fosse in grado di rivendicare un’alternativa di sistema, un sistema che non sia più fondato sulla mistificazione dello «sviluppo» né appeso come un impiccato alla corda della «crescita del PIL», un sistema che subordini l’economia ai valori etici non negoziabili quali la libertà, l’uguaglianza e la fratellanza, un sistema che faccia della tutela dell’ambiente l’imperativo categorico dell’azione di ogni governo, e della più ampia democrazia partecipativa la stella polare dello Stato e il limite invalicabile della sua azione.
Di questo e di come attrezzarci in futuro discuteremo nell’incontro seminariale aperto che si svolgerà a Chianciano nei giorni 25 e 26 ottobre.
Non pensiamo quest’incontro per aggiungere un altro ingrediente allo spezzatino di sinistra, per dire ci siamo anche noi. Esso vuole essere invece un’occasione per proseguire il dibattito già cominciato tra coloro che hanno condiviso la scelta astensionista e che, coerenti con quelle premesse, vogliono compiere un passo avanti.
Approfondiremo dunque la discussione su punti salienti della situazione italiana e internazionale, per dare ulteriore consistenza all’accordo politico sin qui registrato. Nell’incontro verrà discussa anche la proposta di un manifesto che serva ad individuare il prosieguo del discorso astensionista da noi iniziato il 13 e 14 aprile.
postato da: miastengo alle ore 18:34 | link | commenti
categorie: iniziative, contributi
| ITALIA-S.SEDE: PAPA, DUE 'COLLI' CHE COOPERANO PER BENE COMUNE |
|
(ASCA) - Roma, 4 ott - Due ''colli'' amici, che non ''si ignorano o si fronteggiano astiosamente'' ma sono ''pronti a cooperare insieme per promuovere e servire il bene integrale della persona umana e il pacifico svolgimento della convivenza sociale'': si riassume in questa immagine del Quirinale e del Vaticano evocata dalle parole del pontefice lo stato dei rapporti tra Italia e Santa Sede che e' emerso dall'incontro odierno tra il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e papa Benedetto XVI. Un'incontro dove si e' messo l'accento sulla cooperazione ''operosa'' per il bene comune tra Stato e Chiesa, senza sollevare temi potenzialmente esplosivi in termini politici come quelli della bioetica. |
Un'ora e mezzo in Vaticano, 40 minuti di colloquio privato per ribadire la collaborazione costruttiva nel contesto internazionale come in Italia. Tra le priorità: i valori di libertà, la sacralità della persona e della famiglia.Il premier ha voluto sottolineare che il popolo di cui è capo, politicamente, è lo stesso popolo di cui il Papa è capo, religiosamente, due capi, pertanto, per lo stesso popolo, e un popolo con due teste.
Berlusconi, dinanzi al Sommo Pontefice ha voluto solennemente impegnarsi a tradurre il Vangelo in politica ed ad emettere leggi secondo l'insegnamento della Chiesa. Ha confidato al Papa di avere già elaborato una legge sulle intercettazioni telefoniche da approvare subito, come decreto, con la fiducia del Parlamento, secondo la prassi consolidata. “E' scandaloso” - ha detto il cavaliere - “ che non sia stato finora applicato il detto evangelico: 'non sappia la sinistra ciò che fa la destra',citando il versetto 3 del capitolo sesto di Matteo”.
Benedetto XVI, chinando più volte il capo in segno di approvazione, si è complimentato con Berlusconi per la sua preparazione biblica e, dato il clima stabilitosi di reciproca cordialità e fiducia ha chiesto la collaborazione del cavaliere per risolvere il grave problema dei cattolici che prendono la pillola e fanno sesso, senza avere figli. Il premier si è limitato a suggerire che si potrebbe estendere non solo alle quattro prime cariche dello stato ma a tutti i parlamentari e a tutti i funzionari di regione, di provincia e di comune, la sua esperienza, di sposato-divorziato-risposato, con la possibilità di avere più famiglie e relazioni extraconiugali e di mettere al mondo tanti figli, conservando ill nome ed il riconoscimento di fedele cattolico.
HO DEDICATO I CINQUE POST PRECEDENTI AI CATTOLICI CHE A SINISTRA E CENTRO-DESTRA SI STANNO MUOVENDO, MOBILITANDO, ALLA RICERCA DI UNA COLLOCAZIONE SOCIALE- POLITICO-CULTURALE CHE LI VEDA PIU' PROTAGONISTI E MENO SUBALTERNI DEI PARTITI O DEGLI SCHIERAMENTI ATTUALI.
LA SITUAZIONE E' ...IN MOVIMENTO, MOLTO FLUIDA..FORSE MAGMATICA E CONFUSA, MA INEVITABILMENTE PRENDERA' FORMA.
ACCETTIAMO LA SFIDA SULLA FORMA CHE PRENDERA' LA NUOVA PRESENZA DEI CATTOLICI IN POLITICA. CORAGGIO, E' UNA BELLA SFIDA PER CHI ANALIZZA IL PRESENTE E FA TESORO DELLA LEZIONE DELLA STORIA .
QUESTA E' LA QUARTA SEGNALAZIONE: IL VI CONVEGNO NAZIONALE TENUTO DAI CRISTIANO SOCIALI AD ASSISI.
Il mio copia-incolla questa volta non ha funzionato. Se volete saperne di più - e ne vale sinceramente la pena- trovate abbondante comunicazione su www.cristianosociali.it
VI° CONVEGNO NAZIONALE DI STUDI
I Cristiani e le nuove sfide della politica
Democrazia, giustizia, bene comune
ASSISI 26-27-28 SETTEMBRE 2008
Cittadella ospitalità, via Ancajani,3
TERZA SEGNALAZIONE PER ...PeR ( Persone e Reti) LA NUOVA CORRENTE DI FRANCESCO RUTELLI
|
LA SECONDA SEGNALAZIONE : L'EDITORIALE DI PADRE BARTOLOMEO SORGE NELL'ULTIMO NUMERO DI SETTEMBRE-OTTOBRE DELLA AUTOREVOLE RIVISTA "AGGIORNAMENTI SOCIALI"
|
|||
|
Cattolici delusi, non rassegnati |
|||
|
Bartolomeo Sorge S.I. |
|||
|
|
Con le elezioni del 13-14 aprile scorso si è chiuso un ciclo della politica italiana. Di fronte alle incognite del nuovo quadro politico, una responsabilità particolare grava sugli eredi del cattolicesimo democratico per il ruolo da essi svolto finora e del quale il Paese ha ancora bisogno. Il guaio è che i «cattolici democratici» (come tutta la politica italiana) sono in crisi. La «diaspora», dopo la fine della DC, li ha dispersi - a destra e a sinistra - in soggetti politici nuovi, privi di solida cultura politica e di un programma di largo respiro. Perciò molti oggi sono delusi: alcuni pensano di impegnarsi nel sociale, altri rimangono in politica, ma senza entusiasmo. Concretamente, tanti cattolici che avevano creduto nel disegno ulivista di Prodi non nascondono ora lo scontento per un Partito Democratico privo di una chiara identità e che stenta a impostare una seria opposizione politica. Parimenti altri cattolici, che avevano creduto in Berlusconi o lo hanno votato, oggi sono perplessi di fronte a scelte che si discostano chiaramente dallo spirito cristiano e da quello della Costituzione. 1. Le ragioni della «delusione» Una recente indagine effettuata dalla IPSOS, dal titolo «I cattolici e le elezioni politiche 2008», mostra come i cattolici praticanti abbiano orientato il proprio voto: il 41,6% per il Popolo della Libertà (PDL), il 28,2% per il Partito Democratico (PD), il 10,2% per l'Unione di Centro (UDC), il 9,2% per la Lega Nord e il Movimento per l'Autonomia (LN-MPA) e il 4% per l'Italia dei Valori (IDV). Interrogati su quale forza politica oggi rappresenti meglio in Italia i valori cristiani, i «cattolici impegnati» hanno indicato nell'ordine: PDL (26%), UDC (25%), Nuova Democrazia Cristiana (14%), IDV (7%) e, in coda, PD (3%) e LN (2%). 2. Un «momento opportuno» In questo contesto di vuoto progettuale e culturale, i cattolici possono cogliere il momento opportuno per una iniziativa efficace di rinnovamento. L'occasione è offerta dal nuovo quadro politico, nel quale è finita per sempre la «questione cattolica» come l'abbiamo conosciuta in Italia per un cinquantennio. È infatti mutato il rapporto dei vescovi, ad intra, con i fedeli laici impegnati in politica e, ad extra, con le istituzioni dello Stato. La Gerarchia, anche in Italia, svolge con impegno il suo compito di formare le coscienze e di riaffermare il primato dei valori morali e sociali alla luce del Vangelo e della dottrina sociale della Chiesa. Allo stesso tempo - come ha spiegato il presidente della CEI, card. A. Bagnasco, al Meeting di Rimini (24 agosto 2008) -, pur non essendo un soggetto politico, la Chiesa si interessa alla res publica ed è «capace di partecipare alla vita politica nel segno della democrazia e della verità». Da alcuni anni, la CEI lo fa in prima persona e senza deleghe, come è avvenuto in occasione del dibattito sulla procreazione assistita e sui «DICO». 3. «Nuove strade» per vincere la rassegnazione Il problema non nasce oggi. Se lo ponevano già, molti anni fa, i vescovi italiani in un documento che conserva ancora tutta la sua importanza: La Chiesa italiana e le prospettive del Paese (1981). Di fronte ai grandi cambiamenti che cominciavano a profilarsi all'orizzonte, il Consiglio Permanente della CEI si interrogava sul possibile superamento della DC: «Oggi più acutamente si avvertono gli inevitabili limiti e un certo logoramento di tale esperienza [l'unità dei cattolici nella DC] e non manca chi si appella al pluralismo per orientare su strade diverse l'impegno dei cristiani. Noi sappiamo bene che non necessariamente dall'unica fede i cristiani debbono derivare identici programmi e operare identiche scelte politiche: la loro presenza nelle istituzioni potrebbe legittimamente esprimersi in forme pluralistiche» (nn. 36 s.). Queste non hanno una forma predefinita, possono assumere i connotati dei «laboratori politici», oppure di gruppi di lavoro e di confronto sui valori e sulle scelte concrete per meglio attuarli. |
||
© FCSF - Aggiornamenti Sociali
LA LEGGENDA DICE CHE QUANDO I TEOLOGI CONTESTARONO A GALILEO LA SUA TEORIA ELIOCENTRICA AFFERMANDO CHE FOSSE INVECE LA TERRA AL CENTRO DELL'UNIVERSO, GALILEO RISPONDESSE : "EPPUR SI MUOVE..."
Questa frase mi è venuta in mente considerando la scontata immobilità dell'elettorato cattolico e la tradizionale supina obbedienza del laicato alle direttive della gerarchia. Eppure nel mondo cattolico, nella galassia cattolica qualcosa si sta muovendo...
Non sono in grado di fare un'analisi di ciò che si sta muovendo perchè c'è un flusso continuo di notizie e di mutamento o di posizioni o di schieramento dei protagonisti, posso però fare un servizio di segnalazione, come la sentinella sulla torre che avvista l'arrivo de "mamma, li turchi !!! ...
ED ECCO LA PRIMA :
|
|