L'uomo razionale s'adatta al mondo;l'irrazionale persiste nell'adattare il mondo a sè. Così ogni progresso dipende dall'uomo irrazionale. (G.B.Shaw)

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Utente: laosan
Nome: giuseppe sannolla
Mi piace scoprire cose nuove, allargare i miei interessi. Lo spazio geografico ed il tempo che mi viene concesso giorno dopo giorno,li utilizzo per elaborare pensieri,sperimentare emozioni,approfondire ricerche, coltivare visioni che offro con possibilità di scambio a chi si ritrova con me in sintonia, affinità elettiva si diceva un tempo.

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sabato, 04 luglio 2009
PER OGNI FIESTA LA VOSTRA ESCORT. ALL'AUTOSALONE TARANTINI.APULIADREAM!!


Immagine di Roberto Corradidi Peter Gomez e Antonio Massari
da L'espresso in edicola

Da Silvio Berlusconi agli uomini di Massimo D'Alema. Giampi li aveva sedotti tutti con le sue donne, i suoi viaggi, la sua vita perennemente sopra le righe.
È una sorta di bicamerale degli affari e del piacere quella che emerge dalle inchieste condotte dalla procura di Bari su Giampaolo “Giampi” Tarantini, il giovane imprenditore della sanità  che, a partire dall'estate 2008, ha reso felice il premier  presentandogli decine di escort, starlette e aspiranti dive della tv. E gli effetti cominciano a farsi sentire. Mentre il presidente del Consiglio resta asserragliato nel suo bunker contando di superare indenne anche lo scoglio del G8, in Puglia il presidente della Regione, Nichi Vendola, azzera la sua giunta di sinistra e sventola la bandiera della questione morale.

Sotto accusa finiscono così gli uomini del Partito democratico più legati a Tarantini: l'ex assessore alla Sanità, Alberto Tedesco e il vice presidente e assessore all'Industria, Sandro Frisullo. Due potenti politici locali piazzati dai dalemiani sulle poltrone chiave del governo regionale.  

Postato da: laosan a 14:52 | link | commenti

ANCHE I CENSIMENTI DEBBONO ESSERE AD PERSONAM

SE DALLE RILEVAZIONI  EMERGONO DATI NEGATIVI, SE I CENSIMENTI METTONO IN LUCE UNA REALTA' DI CRISI, NIENTE PIU' SOLDI ALL'ISTAT.

A CHI NON MANIPOLA LA REALTA'  ADATTANDOLA  ALLE INDICAZIONI DELL'IMPERATORE, NIENTE FONDI,NIENTE SOVVENZIONI. COME AI GIORNALI. SE INSISTONO SULLA CRISI E DANNO NOTIZIE CHE METTONO IN CATTIVA LUCE IL GOVERNO, NIENTE PUBBLICITA'.

CHIUDERE LA BOCCA AI DISSIDENTI. AFFAMARE I RECALCITRANTI. BLANDIRE I PIU' DEBOLI.PREMIARE I LECCACULO ED I SERVITORI.DARE POSTI DI RESPONSABILITA' PUBBLICA A CHI APRE LE GAMBE NEL  PRIVATO DELLA VILLA O DEL PALAZZO.   

IL PARLAMENTO DI FIDUCIA, OSSEQUIOSO E PRONO, VOTA LE LEGGI CHE VENGONO PREPARATE E FORMULATE DAL RE E DAI SUOI AMICI DURANTE LE CENE, I PRANZI, LE FESTE. TRA UN POMPINO ED UN FESTINO UNA BELLA LEGGE SULLE INTERCETTAZIONI. TRA UNA SCOPATA ED UN'ABBUFFATA ,UNA SEVERA LEGGE SUGLI IMMIGRATI.

SE LE ESCORT VANNO ALLE FESTE PER COMPIACERE LE VOGLIE DEL SOVRANO, I MAGISTRATI ANCORA PIU' SOLLECITI DELLE ESCORT, PER  ASSECONDARE LE VOGLIE DEL RE, LO INVITANO A CENA A CASA PROPRIA.

LECCARE,LECCARE.

COMPIACERE,COMPIACERE.

ASSENTIRE,ASSENTIRE.

APPLAUDIRE,APPLAUDIRE.

CANTARE,CANTARE MENO MALE CHE SILVIO C'E'.

IL MIGLIORE GOVERNO. IL GOVERNO PIU' SALDO DELL'OCCIDENTE.

SI PERDONO LE CASE PER TERREMOTO O ALTRA SCIAGURA? TUTTI IN VACANZA O IN CROCIERA.

GODETEVI LA VITA. SOTTOSCRIVETE UN ABBONAMENTO MEDIASET PREMIUM.

PENSIONATI DI MERDA,COME AVETE UTILIZZATO LA SOCIAL CARD? COME NON VI E' STATA ANCORA DATA? TREMONTI !!! TREMONTI !!!

 L'Istituto non ha i soldi per effettuare le prossime rilevazioni
Sullo sfondo le polemiche dei ministri: "Troppi dati negativi
"

Istat: "Censimenti a rischio"

di ROBERTO MANIA


ROMA - Censimenti a rischio. L'Istat non ha i soldi per effettuare i prossimi - tra cui quelli della popolazione e dell'agricoltura - e chiede l'approvazione della legge che stanzia le risorse. L'allarme è stato lanciato ieri dal Consiglio dell'istituto di statistica. Un'iniziativa inedita che finisce per arricchire il "dossier-Istat" aperto una decina di giorni fa con le dichiarazioni del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, sulla inaffidabilità dell'indagine sulle forze lavoro. Che, dopo quattordici anni, segnalava il calo del tasso di occupazione e la crescita di quello della disoccupazione. Insomma, con i numeri, raccontava la gravità della crisi nel mercato del lavoro.

Dopo Tremonti hanno preso in successione la parola altri ministri, Claudio Scajola (Sviluppo economico) e Maurizio Sacconi (Lavoro), sempre in funzione anti-Istat. Troppe stime e troppo frequenti - secondo il governo - tali da non riuscire a offrire un quadro reale della crisi economica.

Postato da: laosan a 14:41 | link | commenti

MI VERGOGNO- UN INTERVENTO DI ALEX ZANOTELLI

Pacchetto Sicurezza
3 luglio 2009 - Alex Zanotelli

Mi vergogno di essere italiano e di essere cristiano. Non avrei mai pensato che un paese come l'Italia avrebbe potuto varare una legge così razzista e xenofoba. Noi che siamo vissuti per secoli emigrando per cercare un tozzo di pane (sono 60 milioni gli italiani che vivono all'estero!), ora infliggiamo agli immigrati, peggiorandolo, lo stesso trattamento, che noi italiani abbiamo subito un po' ovunque nel mondo.

Questa legge è stata votata sull'onda lunga di un razzismo e di una xenofobia crescenti di cui la Lega è la migliore espressione. Il cuore della legge è che il clandestino è ora un criminale. Vorrei ricordare che criminali non sono gli immigrati clandestini ma quelle strutture economico-finanziarie che obbligano le persone a emigrare. Papa Giovanni XXIII° nella Pacem in Terris ci ricorda che emigrare è un diritto.
Fra le altre cose la legge prevede la tassa sul permesso di soggiorno (gli immigrati non sono già tartassati abbastanza?), le ronde, il permesso di soggiorno a punti, norme restrittive sui ricongiungimenti familiari e matrimoni misti, il carcere fino a 4 anni per gli irregolari che non rispettano l'ordine di espulsione ed infine la proibizione per una donna clandestina che partorisce in ospedale di riconoscere il proprio figlio o di iscriverlo all'anagrafe. Questa è una legislazione da apartheid, che viene da lontano: passando per la legge Turco-Napolitano fino alla non costituzionale Bossi-Fini. Tutto questo è il risultato di un mondo politico di destra e di sinistra che ha messo alla gogna lavavetri, ambulanti, rom e mendicanti. Questa è una cultura razzista che ci sta portando nel baratro dell'esclusione e dell'emarginazione.

«Questo rischia di svuotare dall'interno le garanzie costituzionali erette 60 anni fa - così hanno scritto nel loro appello gli antropologi italiani - contro il ritorno di un fascismo che rivelò se stesso nelle leggi razziali». Vorrei far notare che la nostra Costituzione è stata scritta in buona parte da esuli politici, rientrati in patria dopo l'esilio a causa del fascismo. Per ben due volte la Costituzione italiana parla di diritto d'asilo, che il parlamento non ha mai trasformato in legge.
E non solo mi vergogno di essere italiano, ma mi vergogno anche di essere cristiano: questa legge è la negazione di verità fondamentali della Buona Novella di Gesù di Nazareth. Chiedo alla Chiesa italiana il coraggio di denunciare senza mezzi termini una legge che fa a pugni con i fondamenti della fede cristiana.
Penso che come cristiani dobbiamo avere il coraggio della disobbedienza civile. È l'invito che aveva fatto il cardinale R. Mahoney di Los Angeles (California), quando nel 2006 si dibatteva, negli Stati Uniti, una legge analoga che definiva il clandestino come criminale. Nell'omelia del Mercoledì delle Ceneri nella sua cattedrale, il cardinale di Los Angeles disse che, se quella legge fosse stata approvata, avrebbe chiesto ai suoi preti e a tutto il personale diocesano la disobbedienza civile. Penso che i vescovi italiani dovrebbero fare oggi altrettanto.

Davanti a questa legge mi vergogno anche come missionario: sono stato ospite dei popoli d'Africa per oltre 20 anni, popoli che oggi noi respingiamo, indifferenti alle loro situazioni d'ingiustizia e d'impoverimento.
Noi italiani tutti dovremmo ricordare quella Parola che Dio rivolse a Israele: "Non molesterai il forestiero né l'opprimerai, perché voi siete stati forestieri in terra d'Egitto" (Esodo 22,20)

Postato da: laosan a 06:49 | link | commenti

I VOLI DI STATO AFFIDATI AI SERVIZI SEGRETI.NON SAPREMO PIU' SE APICELLA O TOPOLANEK TORNERANNO A VILLA CERTOSA

Nel blu, dipinto di blu ...

Il nuovo duce completa il suo progetto di impunità totale.
Nel silenzio generale, affida l'organizzazione dei voli di stato ai servizi segreti,
impedendone - di fatto - il controllo da parte di chiunque altro.
I soldi spesi, comunque, rimangono i nostri.

Con lo zampino di Lino Giusti - www.linogiusti.it

 

Postato da: laosan a 06:42 | link | commenti

venerdì, 03 luglio 2009
IGNAZIO MARINO : IL PARTITO DEMOCRATICO CHE VORREI

di Ignazio Marino*, da “Il Foglio”, 1 luglio

Come molti ragazzi della mia generazione preparavo gli esami di medicina in compagnia di un mito, un medico anche lui, Che Guevara, il cui sguardo spiccava sul poster appeso nella mia camera. Crescendo ho affiancato a quella immagine la foto di Enrico Berlinguer con i capelli scompigliati dal vento, pubblicata sulla prima pagina dell’Unità quando morì. In quegli stessi anni in cui si formava la mia coscienza di adulto, attraverso l’educazione familiare e lo scoutismo consolidavo le mie convinzioni di credente su principi che non escludevano la partecipazione al fermento sociale degli anni Settanta. Tempo dopo, vivendo e lavorando negli Stati Uniti, mi sono ritrovato a curare con il trapianto il fegato decine di veterani del Vietnam che si erano ammalati di epatite durante la guerra. Dai drammatici racconti di quei soldati contro i quali avevo manifestato da ragazzo, e dalle loro sofferenze di uomini, ho compreso meglio le responsabilità della politica, le colpe di governi che non esitano a manipolare la realtà e a privare della felicità le persone che, in genere, aspirano ad una vita serena e onesta.
Il mondo è cambiato negli ultimi quarant’anni con una rapidità sconosciuta in precedenza: nel 1969 esistevano solo quattro computer collegati in una rete tra altrettante università americane. Oggi le persone che accedono a Internet sono più di un miliardo e gli studenti forse non sanno nemmeno cosa sia un poster perché scaricano le immagini dei loro miti dalla rete e le condividono con gli amici su Facebook. Però non è cambiata la loro aspirazione a costruire insieme un mondo migliore.
Mi sono entusiasmato due anni fa quando milioni di persone, studenti e pensionati, lavoratori e casalinghe, in un clima festoso sono scesi nelle piazze italiane per partecipare in prima persona, con il loro voto, alla fondazione del Partito democratico. Fu un’esperienza straordinaria perché nasceva da una sentita esigenza di dare vita ad una grande forza democratica che avesse l’ambizione di governare il paese per modernizzarlo, strapparlo all’assenza di meritocrazia, alla corruzione dilagante, alla paura della diversità, eliminando l’abitudine a spacciare la furfanteria per competitività, ma soprattutto restituendo la speranza, la cui perdita in particolare tra i giovani, è l’elemento di disgregazione sociale più distruttivo che si conosca.
L’originalità dell’idea e la sua audacia risiedevano nella convinzione di voler edificare un partito non funzionale a se stesso e alla propria classe dirigente ma costruito da persone di diversa estrazione e orientato ad ascoltare tutti sui grandi temi della nostra epoca. Un partito in grado di ricreare luoghi di incontro e di discussione, anche accesa: luoghi non per pochi che si riuniscono per parlare del paese ma per molti che vogliono parlare con il paese. Oggi spiace constatare con amarezza che la politica spinge il dibattito pubblico a imputridire su argomenti che nulla hanno a che vedere con le esigenze della società, mentre buona parte della classe dirigente eletta si balocca intervenendo a proposito di vicende irrilevanti o semplicemente fastidiose, chiusi in palazzi dove non giunge l’eco della vita quotidiana.
Dove sono finiti i temi che riguardano la vita di ognuno? Il diritto al lavoro, ad un salario dignitoso, alla casa, la gestione dei rifiuti nelle grandi aree metropolitane, i treni per i pendolari, i cinquecento ospedali a rischio sismico, il milione di persone che ogni anno emigra dal sud per curarsi in un ospedale del nord, gli oltre 200 mila precari di una scuola sempre più povera, la giustizia senza risorse che costringe le persone nel limbo dell’incertezza? In Italia esiste una maggioranza che non vota centro- destra, che non frequenta le feste alla panna montata nei palazzi lussuosi, che si riconosce nei principi della solidarietà e dell’uguaglianza, ma che oggi si sente orfana e disunita in assenza di un interlocutore credibile, di un partito politico che si assuma delle responsabilità e sappia creare le alleanze essenziali per proporsi credibilmente al governo del paese. Non è un ragionamento scontato per me che, sino al 2009, non ho mai posseduto una tessera di partito anche per il disgusto che provavo, e provo, quando apprendo che qualcuno è diventato primario o impiegato all’aeroporto perché il politico giusto ha fatto la telefonata giusta. Eppure, mi sono convinto che la forza organizzata di un grande partito politico possa contribuire a raddrizzare le sorti di un paese zoppicante anche per quel che riguarda il rispetto delle regole democratiche.
Purtroppo, dopo la campagna elettorale del 2008, l’intuizione iniziale si è arrestata di fronte ai limiti o ai timori di un gruppo dirigente che non ha saputo gestire la forza del cambiamento. La reazione è stata la chiusura, l’autoconservazione più che la sfida, in pieno stile gattopardesco, uno stile che oggi mostra tutta la sua debolezza e che rischia di ferire mortalmente quel che resta del progetto. La vicenda del testamento biologico è stata esemplare: la posta in gioco non era solo consegnare una legge laica al paese, attraverso la quale ognuno potesse fare una scelta in base alle proprie convinzioni o alla propria fede. Significava affermare il principio secondo cui uno stato laico deve sempre proteggere i diritti civili con norme che siano davvero rispettose degli orientamenti e della libertà di ciascuno. Non “diritti speciali”, ma diritti uguali per tutti, siano essi gli ammalati, le donne, le coppie di fatto, gli omosessuali o chiunque altro. Per questo il testamento biologico è stato la cartina di tornasole che ha dimostrato come la maggioranza della nomenclatura ha preferito una falsa unità, solo di facciata, piuttosto che dare una risposta chiara ad uno dei mille interrogativi che la modernità ci pone. E lo stesso accade per molti altri temi. Il Partito democratico ha mai discusso e poi stabilito una linea sull’opportunità o meno di tornare all’energia nucleare quando anche il Nobel per la fisica Carlo Rubbia ci ricorda che non esistono metodi sicuri per smaltire le scorie radioattive? E come si pone nei confronti di un paese nei fatti multietnico ma dove la cultura dell’integrazione è ancora un miraggio? Perché non si parla quasi mai del controllo che la criminalità organizzata esercita su parte delle attività produttive e dunque sull’influenza che ha sull’economia del paese?
La mia risposta è netta: l’intuizione è stata giusta ma il percorso è sbagliato e perseverare nell’errore porta al fallimento. E’ necessario, non per il Partito democratico che io concepisco come strumento, ma per il paese ascoltare le persone, raccogliere le idee migliori, offrire opportunità a chi è pronto ad impegnarsi, favorire meccanismi che diano la certezza che pagare le tasse non significa sovvenzionare lo sperpero del denaro pubblico ma affidare a chi accetta di sottoporsi al pubblico scrutinio le risorse per migliorare la vita di tutti. Le persone che incontro nelle piazze, negli ospedali, nelle scuole, nelle aziende continuano a credere in questi valori, ma vogliono il confronto, chiedono di essere ascoltati perché non si fidano più di un progetto a scatola chiusa proposto da chi ha dimostrato di non essere più al passo con i tempi.
I sostenitori del Partito democratico sono stufi, delusi, nauseati dalle incertezze e chiedono posizioni nette e trasparenti dove, come si legge nel Vangelo di Matteo, il sì è sì, il no è no, tutto il resto è del maligno. E se non si trova un accordo, o se vogliamo chiamarla una “mediazione alta”, su un tema specifico, io penso che tutto il partito debba esprimersi liberamente e poi esigere fedeltà alla linea decisa democraticamente dalla maggioranza: è un diritto che gli iscritti dovrebbero rivendicare e poi sarà compito dei dirigenti dirigere e conciliare. Perché se manca questo, manca l’efficacia dell’azione. E tutti sappiamo di quanto sia necessario in Italia abbandonare gli annunci e agire, agire, agire.
Condivido questi sentimenti con moltissimi sostenitori del Partito democratico che in questo momento non si sentono pienamente rappresentati dai leader attualmente in campo e che mi chiedono di impegnarmi in prima persona. Per questo credo che il congresso debba servire soprattutto a fare chiarezza, a raccogliere una sfida e a dimostrare che è possibile cambiare, costruire attraverso il lavoro di persone giovani di spirito e solide negli ideali, appassionate, libere, visionarie ma determinate a far uscire dal tunnel della crisi economica e della mediocrità informe di chi lo governa, un paese conosciuto in tutto il pianeta per la generosità e l’intelligenza del suo popolo.

*chirurgo, senatore Pd

(2 luglio 2009)

Postato da: laosan a 14:31 | link | commenti

DAI GIORGIO, FIRMA ANCHE QUESTA VERGOGNA

 

SICUREZZA: PENALISTI, DDL DAI CONTENUTI RADICALMENTE INACCETTABILI

ultimo aggiornamento: 02 luglio, ore 18:53

Roma, 2 lug. (Adnkronos) - Il disegno di legge sulla sicurezza dei cittadini e' un provvedimento propagandistico, dai contenuti radicalmente inaccettabili, che segna una profonda involuzione autoritaria del sistema: questa la posizione dell'Unione Camere Penali Italiane sul decreto convertito oggi in legge. Espressione di questa involuzione sono le nuove norme sull'immigrazione clandestina e sul trattenimento nei centri di identificazione ed espulsione, palesemente incostituzionali, e parimenti la reintroduzione del delitto di oltraggio a Pubblico Ufficiale, da tempo rinunciato.




Cronaca

''Ci si liberi della categoria del 'nemico', che demonizza e criminalizza il forestiero''

Immigrati, Vaticano: ''Lo Stato rispetti i diritti umani. Stop alla demonizzazione dello straniero''

 

ultimo aggiornamento: 02 luglio, ore 14:44

Città del Vaticano - (Adnkronos) - Il presidente del Pontificio consiglio per i migranti e gli itineranti, mons. Antonio Maria Vegliò, in un editoriale sulla rivista dei gesuiti 'Aggiornamenti sociali': ''Serve un'effettiva condivisione di responsabilità tra i Paesi di partenza, transito e destinazione''


Città del Vaticano, 2 lug. (Adnkronos) - In materia di immigrazione, l'autorità dello Stato a stabilire le modalità di entrata e permanenza sul proprio territorio, è vincolata ''dalla ratifica dei trattati internazionali e dal rispetto di due principi etici: la tutela della dignità della persona'' e la convinzione che ''tutta l'umanità, al di là delle distinzioni etniche, nazionali, culturali e religiose, formi una comunità senza discriminazioni tra i popoli, che tendono alla solidarietà reciproca''. Ciò significa che i ''diritti umani fondamentali, garanti della dignità della persona, devono essere pienamente assicurati. Analogamente va detto per i doveri, che tutti devono assumersi per garantire la reciproca sicurezza, lo sviluppo e la pace''. E' quanto afferma il presidente del Pontificio consiglio per i migranti e gli itineranti, mons. Antonio Maria Vegliò, in un editoriale pubblicato sul numero di luglio-agosto della rivista dei gesuiti 'Aggiornamenti sociali'.



In termini generali, mons. Vegliò pone una domanda di fondo rispetto al fenomeno migratorio: ''Si tratta di un'invasione dalla quale bisogna difendersi? Oppure i poveri hanno il diritto, appunto perché poveri, di bussare alle porte delle società benestanti?''.Secondo il responsabile vaticano per le migrazioni è poi necessaria ''l'istituzione di un ordinamento giuridico internazionale, che stabilisca un'effettiva condivisione di responsabilità tra i Paesi di partenza, transito e destinazione'' dei migranti, in modo che ''nessuno sia lasciato solo nel gestire le difficili situazioni che inevitabilmente si creano''.

Quindi mons. Vegliò osserva: ''Abbiamo oltrepassato la soglia del terzo millennio, sono maturi i tempi'' perché la diversità sia apprezzata come ricchezza. ''Del resto, si sa - continua Vegliò - il provincialismo blocca la speranza, perché marcia contro la storia. Il fenomeno migratorio sta producendo nuove schiavitù nelle società opulente, spesso senza valori''. Diventa allora necessario in questo contesto che istituzioni scolastiche e ecclesiali lavorino sulla formazione dei giovani, su temi riguardanti, ''per esempio, la democrazia, i diritti umani, la pace, l'ambiente, la cooperazione e la comprensione internazionale, la lotta alla povertà, il dialogo interreligioso e tutte le questioni connesse allo sviluppo sostenibile''.

La strada da battere sembra essere quella, per il presidente del Pontificio consiglio dei migranti, della ''differenza nella comunione'', vale a dire differenza che diventa ricchezza, ''purché ci si liberi della categoria del 'nemico', che demonizza e criminalizza il forestiero''.


Postato da: laosan a 09:15 | link | commenti

CHI TACE, ACCONSENTE.IL TUO SILENZIO,CARO NAPOLITANO PRESIDENTE,TI FA COMPLICE DELLE PORCATE DI BERLUSCONI E DEL SUO GOVERNO

I silenzi del presidente Giorgio Napolitano stanno infastidendo ormai sempre più persone. Le leggi vergogna da lui stesso approvate senza fiatare e la sua attività di "pompiere" delle istituzioni ci impongono un confronto con il passato, con il presidente più amato dagli italiani: Sandro Pertini. Su youtube (clicca qui per vedere il video) è disponibile un riassunto di uno speciale Rai sull'ex presidente e il risultato di questo confronto, ci auguriamo, possa far riflettere Napolitano.

Minuto 3: Oscar Luigi Scalfaro ricorda che "la Repubblica viene da una lotta per la libertà contro la dittatura, la Costituzione viene da una lotta per la libertà contro la dittatura". La pensa così anche Napolitano, che chiede una "tregua" alla libertà di informazione? Forse lo pensa, ma certo i fatti dimostrano il contrario.

Minuto 3 e 50 secondi: Pertini tiene uno storico discorso da ex oppertini, video, commento, napolitano, presidenti della repubblica italianaerario ad altri operai. Un applauso sincero, commosso, partecipato accompagna la conclusione del suo intervento. L'esatto opposto di ciò che accade oggi alle più alte cariche dello Stato (in particolare il premier), costrette a fuggire dalle folle imbestialite pronte a contestarle e a non girare libere per strada.

Minuto 4 e 50 secondi: Pertini in DIRETTA tv arriva a denunciare l'operato del Governo in quel tempo in carica. L'ex operaio, perseguitato politico e poi partigiano scioglierà per ben 3 volte le Camere durante il suo mandato. Il presidente Giorgio Napolitano, invece, nonostante l'incredibile serie di scandali politico-giudiziari e il malcostume dilagante in Parlamento non ha mai speso una sola parola per condannare certi comportamenti (prostituzione, droga, corruzione, concussione, peculato, associazioni mafiose), non si è espresso sulla cena carbonara tra Berlusconi e i suoi sgherri con due giudici costituzionali che dovranno esprimersi sul lodo Alfano e ha firmato senza battere ciglio leggi vergognose proprio come il lodo Alfano, la salva Rete4 e (a breve) anche il nuovo ddl "sicurezza", che di fatto reintroduce le leggi razziali, bloccherà l'attività della magistratura e affosserà la libertà di stampa.

Minuto 5 e 58 secondi: un giovanissimo Enrico Mentana afferma che "anche gli italiani (come Pertini ndr) sono orgogliosi di essere italiani". Oggi, invece, gli italiani che sono all'estero - in rete si possono facilmente trovare centinaia di esperienze analoghe - sperano di essere scambiati come spagnoli o francesi.

Attorno al minuto 7: Pertini protagonista ai mondiali dell'82 con le indimenticabili sequenze del 3-1 alla Germania. La cosa è infinitamente meno grave di molte altre, ma a Berlino nel 2006 di Napolitano non ci fu traccia. Al minuto 7 e 59 secondi, incontenibile sul 3-0: "Ormai non ci riprendono più".

Minuto 10 e 30 secondi, Montanelli su Pertini: "non è necessario essere socialisti per amare Pertini; qualsiasi cosa dica o faccia odora di pulizia, di lealtà e di sincerità. Rimpiangeremo tutto di lui". Un profeta!

Postato da: laosan a 08:20 | link | commenti (2)

giovedì, 02 luglio 2009
IL VOLTO DELLA SINDONE E' DI LEONARDO, NON DI GESU'. E SE FOSSE VERO?

Forum: Usa

(ANSA) - LONDRA, 01 LUG -Per la studiosa Lillian Schwarz la sacra sindone di Torino e' l'autoritratto di Leonardo da Vinci fatto con una un'antica tecnica impressivaLa teoria avanzata dalla Schwartz, della School of Visual Arts di New York nota per aver mostrato negli anni '80 analogie tra il viso di Leonardo e di Mona Lisa, ha usato lo stesso programma per sovrapporre l'immagine di Leonardo alla Sacra sindone. Ottenendo risultati a sorpresa che illustrera' stasera a Chanel 5.'Combaciano per me non c'e' dubbio'.

Postato da: laosan a 08:16 | link | commenti (2)

mercoledì, 01 luglio 2009
LA VESCOVA EVA AGGIORNA IL PECCATO ORIGINALE

La Brunne, 55 anni, madre di un bambino, è stata eletta capo della chiesa luterana di Stoccolma
E persino in una nazione così progressista questa scelta ha suscitato polemiche. Ma i fedeli sono con lei

Eva, la vescova lesbica
che fa scandalo in Svezia

La sua giovane compagna, che è una pretessa, ha partorito il figlio tre anni fa
"Martin Lutero dice che chiunque può prendere una posizione sulla fede e sulla Bibbia"
dal nostro inviato ANAIS GINORI


Eva, la vescova lesbica  che fa scandalo in Svezia
STOCCOLMA - Eva, naturalmente. La prima donna. Vescovo, lesbica, con un bimbo che gioca nella sagrestia mentre lei dice messa. Eva Brunne accavalla le gambe sotto alla tonaca bianca e si fa seria. "Le polemiche erano prevedibili. Esistono dei preti che seguono gli sviluppi democratici e che vogliono che la Chiesa ne faccia parte. Altri, invece, vi si oppongono". Alza le spalle, e scuote una mano all'indietro, come a dire: uomini arretrati, bisogna perdonarli. Caschetto di capelli biondo cenere, occhi azzurri, un viso grassottello e luminoso. Ha 55 anni, una compagna più giovane, Gunilla Linden, che tre anni fa ha partorito il loro bambino. Tutto normale, o quasi. Se non fosse che questa sacerdotessa è stata appena eletta "vescova" di Stoccolma. E anche nella progressista Svezia - dove il clero femminile esiste da mezzo secolo - si è creato uno scandalo che la Chiesa luterana non riesce più a superare.

Postato da: laosan a 08:56 | link | commenti

LA TREGUA

Postato da: laosan a 07:27 | link | commenti